USA TOUR DIARY 2009...
 
  Ancora poche ore... posted by: Lato 10/06/2009 

e partiremo...



  Day 1, 11.06 posted by: Lato 13/06/2009 

Ciao a tutti i latiani! Dopo mille peripezie, siamo finalmente giunti nella grande mela! Il tempo nuvolo e cupo, ha immerso New York nell' atmosfera di Gotham City e noi con essa...Grattaceli che svaniscono nel nulla...l'Empire State sembra un gigantesco monolite alieno infilzato nel centro della citta'...
tutto appare magico...
tutto appare...
Ospiti per la notte dalla grande Inga(quanto sono buoni i Collard greens! the SoulFood!!!), in un delizioso quartiere fuori Philadelphia, siamo pronti per raggiungere il locale dove terremo il nostro primo live americano!

Ci sentiamo piu' tardi...stay Tuned!!!

LATOpeople





  Day 2, 12.06.09 posted by: Fil 14/06/2009 

Verde, verde, verde, questo e' il colore ricorrente di questi primi due giorni tra Philadelphia e lo stato di New York. Ieri tappa si trasferimento da Philadelphia a Nyack ridente paesino a 40 miglia sopra NYC sul fiume Hudson.
Il jet lag comincia a farsi sentire sulle nostre membra e le palpebre si chudono con facilita' durante il tragitto tranne per Alexei che mantiene saldamente il volante portandoci al motel dove cerchiamo di ripenderci un attimo prima di andare a montare l'armamentario.
Arriviamo al Olive's alle 22 dove troviamo gli Evazan che condividono il palco con noi e scambiamo 2 chiacchere con il fonico. Sono tutti abbastanza rilassati. Si fa avanti subito un ragazzo che si presenta in Italiano dicendoci che sta studiando la lingua e fa il supplente a scuola. Tesse le lodi dei cantautori italiani citando de gregori..e a malincuore gli do la cattiva notizia che noi cantiamo in inglese a parte qualche pezzo in lingua mista (italiano-inglese) . Lui reagisce bene mantenendo un bel sorriso dicendo che rimarra' lo stesso, e mantiene la parola. ...ritiriamo il nostro secchio di birre che ci spetta e ci accasciamo sull sedie ad ascoltare il sound check degli Evazan blues-funk suonato bene, niente di straoridinariamente originale ma bravi e giovani. Intanto al video del locale scorre il derby di baseball tra gli Yankees e i Mets dove all'ultimo gli yankees strappano un fuori campo che gli vale la vittoria e scattano gli sfotto' tra i vari fans nel locale. La stanchezza incombe dobbiamo nutrirci per evitare il collasso, ci accomodiamo all'aperto dove facciamo girare tra le altre cose le famose buffalo wings!!

....non una folla di gente ma il nostro amico italiano con la sua compagnia tengono calda la platea. La gente si complimenta ci dicono che in quel paese e' rimasto l'unico locale dove si suona. In quella via, Main Street negli ultimi dieci anni hanno chiuso tutti. Il fonico pero', che suona li tutti i mercoledi', ci dice che il live sta tornando, la gente ha di nuovo voglia di anni 70!! Speriamo!!!
Ce l'abbiamo fatta possiamo finalmente andare a riporci, la branda chiama, il tour e' partito.





  Day 3, 13.06.09 posted by: Tommjbass 15/06/2009 

Salutiamo Nyack e l`Hudson non prima di aver testato l`efficienza americana in un drum center che ci riassetta il timpano della batteria. La natura incombe sui piccoli tanti uomini che si spostano lungo le Interstate e le Route, dove puoi vedere un cervo attraversare una carreggiata senza troppi rischi...
"On the road again to Ithaca" rimaniamo immersi nella vera provincia americana, e` come nei film, non ci si sbaglia, se poi il film e` degli anni Settanta eccoci qua tra hippy e coltivatori biologici, organic farmers, e ancora belle persone sulla nostra strada. The Sweet Spot e` davvero un bel locale, il suono esce bene, la pizza e` ottima e fatta in casa. Suoniamo l`intera scaletta per 1ora e mezza, wow!
Tra i presenti si segnala un bel gruppo di musicisti, tecnici del suono, e semplicemente grandi ascoltatori che rimangono piacevolmente colpiti dal Lato sound. Chiudiamo il locale scortati dai ragazzi dello staff che danno vita ad una sorta di corteo presidenziale dove il nostro rosso furgone targato Georgia si muove in direzione del motel.

Sweet place Ithaca, thanks guys! Good luck & Good night.





  Day 4, 14.06.09 posted by: Alexei 17/06/2009 

Terzo concerto del tour di fila..questa volta a sud di Manhattan..nel cuore pulsante di una vastissima New York piena di emozioni...sorprese...pazzi...e negozi sempre aperti...
Non esiste soundcheck, siamo il penultimo di almeno 4 gruppi...ognuno ha mezz'ora di tempo per esprimere la propria arte...stile catena di montaggio, finito un gruppo sotto un altro! Ma questo non ci demoralizza...anzi...nonostante la diversa impostazione delle varie parti della batteria, gli ampli anonimi prestati, il lungo viaggio alle spalle, la cena mancata...riusciamo a sedurre le orecchie di chi ci ascolta...
Scaletta ridotta..ma carica!!!...e alla fine escono tutti con i capelli fonati all'indietro...

New York e' magica...ci sentiamo al centro del mondo...ci vuole uno spritz...

Un ringraziamento speciale a Ste e alla futura mamma Daniela che ci hanno ospitato nel loro fantastico flat..
S + D = 3!!!

Domani ci aspetta Philadelphia...





  Day 5, 15.06.09 posted by: Fil 17/06/2009 

Sveglia alla ricerca del parcheggio, siamo nel west village e trovare un vano per infilare la vettura e' un'impresa impossibile. Giriamo per mezz'ora invano e alla fine usiamo il vecchio trucco di esporre una vecchia multa per evitare di prenderne un'altra. Mangiamo qualcosa facciamo un giro e portiamo a spasso Tundra, il fido cane che ci ha accompagnato anche in Germania insieme a Stefano il nostro "host of the night" che ci ha ospitato ieri notte.
Partiamo sotto un cielo plumbeo e ci buttiamo nella coda del Holland tunnel che ci porta da Manhattan a Jersey City. Arriviamo a Philly e ci presentiamo subito al Connies' Ric Rac nel cuore dell'Italian market.
Stasera sara' una open jam, suona chi si mette in lista e noi siamo gli ospiti della serata. Il posto e' un ex mercato di roba usata convertito a club negli ultimi anni gestito da Joe e Franck Tartaglia con la supervisione del padre.
Facciamo una breve sosta al nostro motel, stanza senza finestra (claustrofobia!!)e poi ci buttiamo su South Street per mangiare qualcosa al volo. Siamo attratti da un locale "kosher e andiamo di humus e falafel.
Torniamo da Connie's dove sta per iniziare la serata. C'e' anche Inga che rimane a farci un po' di promozione e fare qualche foto sui primi pezzi prima di schizzare via per la sua trasmissione radio. ..Parte la serata, presenta Jamie che suona il suo set di acustica e voce niente male ricorda un po' un incrocio tra Joan Baez e Pedro The Lion. Poi sale Barry un tizio enorme che parte cantando "Hurt" dei NIN in versione Johnny Cash..grandissimo!!
Poi saliamo noi e facciamo la nostra mezzora intensa, come al solito niente check, ma tutto suona bene. Alexei sta seduto dietro una batteria che sembra un giocattolo eppure suona di brutto.
Si susseguono poi diversi gruppi tra cui i Discount Heroes capitanati dai fratelli Tartaglia e i Curtis... giovani discepoli di Elvis Costello e i Clash, molto bravi.
Facciamo un'intervista telefonica con Inga che osanna le band italiane in un delirio radiofonico.
La serata finisce con una Jam session: chitarre, armonica, 2 batterie, basso e voce. (vedi video) i ragazzi hanno un grande spirito. Questi sono i momenti in cui si riesce a dare un senso a tutti quei suoni, visioni e melodie che ci continuano ad animare...

keep it real







  Day 6, 16.06.09 posted by: Lato 21/06/2009 

Il nostro primo day off parte con una pesante sveglia alle 8 in quel di Philadelphia, per mettere i soldi nel parchimetro ed evitare che ci rimuovano la macchina con tutta la strumentazione.
Facciamo una colazione nello scantinato del motel e ripartiamo per NYC la destinazione prescelta per i due giorni di sosta. Dopo aver scaricato la strumentazione a casa di Alberto sulla 23a west sotto gli occhi increduli del portiere Raul ci proiettiamo verso la 12a street per lasciare il mezzo..finalmente siamo a piedi.
Compriamo un sandwich etnico che consumiamo in Washington Square Park sotto la statua di Garibaldi. Poi gravitiamo in stato semicomatoso sulla Broadway con la fregola dello shopping prima di attraversare china town, little italy e fare 2 passi sul ponte di brooklyn. Non ce la facciamo ad arrivare fino a ground zero e battery park, siamo sfiniti e ci incontriamo per un drink con Alberto che ci dara' ospitalita' questa notte.
Mentre sorseggiamo un drink a base di gin e assenzio da Madame Geneve su Bleeker si pianifica la cena. Alberto parla bene di un ottimo cinese ma dopo averci convinto della qualita' tira fuori la carta ristorante Italiano li di fianco e noi seguiamo senza battere ciglio.
Il simpatico oste sardo ci propone piatti di un certo livello tra cui carciofi fritti, gramigna con salsiccia e peperoni, e stufato di coda di rospo...dopo giorni di burger come dire di no!!

Il primo day off e' volato.





  Day 7, 17.06.09 posted by: Alexei 21/06/2009 

Giovani...sveglia!!! siamo a New York City!!! Dai su! basta chiamare fidanzate e mogli e usciamo!
I need an american breakfast!!!
Ma questa volta facciamo colazione con un hamburger in un diner di Chelsea...
Attraversiamo Manhattan a piedi...ci sono talmente tante cose da vedere che non riesci a badare a dove stai camminando...su, giu', destra, sinistra, macchine, taxi, gente di ogni etnia, negozi luccicanti, sirene in continuo allarme....ma...e'strano come tornando dalla periferia piu'americana, NYC ti appare familiare...e'come sentirsi a casa...non ci spieghiamo il perche'...eppure e'una sensazione che ha ognuno di noi...
Dopo ancora un po di shopping, Rockfeller center, central park, ci aspetta un drink in un terrazzo al 15` piano dell'Hotel Empire di fianco a central park...
L'atmosfera e' davvero da movie...da un momento all'altro ti aspetti sbucare le quattro disperate di Sex and the City...be'...un Negroni non ce lo leva nessuno...

Ci spostiamo in Taxi...Tommy desiderava chiamare il taxi come nei film da almeno due giorni...andiamo verso lo storico locale Fillmore...dove suoneranno i Nouvelle Vague....concerto molto carino...

ci fermiamo qui...non basterebbero milioni di parole per descrivere quanto emozionante sia sentirsi a New York...sei davvero al centro del mondo..sai benissimo..che se hai un'idea valida...qui hai spazio per portarla a termine...





  Day 8, 18.06.09 posted by: Tommjbass 21/06/2009 

Lasciamo Nuova York sotto una pioggia battente per dirigerci a nord passando tra foreste secolari della Pennsylvania fino all'apice dello stato di New York giungendo a Jamestown, cittadina che ha dato i natali ad una famosa attrice di serie televisive degli anni '60, Lucille Pall.
Ci concediamo un tuffo nella piscina dell'albergo, vero elisir per le nostre membra e per scaricarci un po`.
L'atmosfera che si respira al Mojo, il locale dove suoneremo stasera, ci mette subito a nostro agio e la sera va ancora meglio. Un primo gruppo con due voci femminili e arpa celtica porta sonorita' elfiche fiabesche, mentre il secondo gruppo, proveniente dal lontano Nebraska, ha un bel sound caldo funky rock, con una cantante dalla voce sorprendente nonostante sia poco piu' che teenager.
Portiamo il Latosounds al pubblico di Jamestown, vario e affezionato, poi saranno loro a coinvolgerci in un afterparty nella mitica casa di Baxter, piena di strumenti, schizzi di fumetti, dischi in vinile e un cane giocherellone.
Senza rendercene conto facciamo l'alba coi nostri nuovi amici, peccato che la notte sia finita, ancora qualche ora di buio sarebbe stata apprezzata. Oh great people met tonight!

Domani ci aspetta une meraviglia assoluta, le Niagara Falls e il Canada.





  Day 9, 19.06.09 posted by: Fil 24/06/2009 

Ripartiamo da Jamestown senza aver fatto il bagno in piscina al risveglio come ci eravamo ripromessi. Oggi la distanza da percorrere e' poca per arrivare a Buffalo e una tappa alla famigerate cascate del Niagara non ce la leva nessuno.
Arriviamo a Niagara Falls dal lato americano dopo aver superato vari tralicci e residui industriali sparsi. Non un bellissimo paesaggio, ma come ci raccontera' MIke dei bravissimi e psichedelici Jupiter Jefferson Niagara e' stata la prima centrale idroelettrica americana ad essere costruita. Ci introduciamo nel grande tourist center delle cascate dopo aver parcheggiato di fianco ad uno snow park che spara neve artificiale per la gioia dei bambini presenti. L'uomo del tourist information ci propone un giro da 50 e passa $ di tre ore e mezzo. Noi rifiutiamo e ci avventuriamo come turisti fai da te.
La vista delle American falls e' spettacolare anche se dal lato americano del fiume non si vedono bene essendo direttamente sotto di noi. L'unico modo di vederle bene e' calarsi con la mantella gialla direttamente sotto nella "Cave of the Winds". Non riusciamo a resistere, paghiamo 11$ a testa e ci infiliamo in coda per l'ascensore che scende verso la base delle cascate con le nostre mantelle e ciabattine comprese nel prezzo. La acqua ci scroscia in testa e ne usciamo fradici.
Dopo un sano gelatino americano ci viene la brillante idea di attraversare il confine canadese con la macchina..naturalmente piena di cd, magliette e strumenti. Dopo varie ispezioni dei giovani cops di frontiera riusciamo ad attraversare il confine per consumare una birretta sulla riva canadese che ricorda la riviera francese giardini curati e casino il cambio di cultura si vede, la vista delle cascate e' effettivamente migliore.
Finalmente arriviamo a Buffalo dopo esserci concessi questa gitarella. Incontriamo subito Aron e Mike dei Jupiter Jefferson.Sono molto simpatici con il loro furgone colmo di strumentazione. Praticamente ci fanno da supporto e portano gran parte della strumentazione per la serata. Il Nobody's e' in una casa che presto verra' abbattuta, ma intanto al piano inferiore e' stato trasformato in centro culturale mentre al piano di sopra abita Paul, un simpatico artista, artgiano musicista.
Mangiamo all'indiano di fronte, assistiamo al bel concerto dei JJ e poi facciamo il nostro spettacolo non una folla di gente, ma molto attenti. Ci offrono poi ospitalita' in una villa a tre piani gestita da una societa' no-profit che funziona come una sorta di comune, compra proprieta' e riaffitta a prezzi simbolici. Ognuno ha dei ruoli prestabiliti all'interno della casa nella logica della condivisione. Gli Stati Uniti ti stupiscono sempre!!








  Day 10, 20.06.09 posted by: Tommjbass 24/06/2009 

Oggi ci aspetta la trasferta piu' lunga del tour, da Buffalo, estremo nord dello stato di New York, a Clementon, basso New Jersey in prossimita' di Philadelphia, in tutto oltre 400 miglia che il nostro mezzo macina senza alcun lamento.
Via, on the road again verso il New Jersey, lo stato che negli anni ha accolto diverse comunita' di immigrati, dagli italiani agli irlandesi ai russi agli indiani, lo stato che ha dato i natali a Springsteen e che merita attenzione e rispetto, ma quello che troviamo va oltre le nostre aspettative.
Il Cherrywood Rockclub e' strapieno di gente, la serata prevede diversi gruppi, c'e' un nutrito gruppo di italoamericani che ci sostiene e che ci chiama "paesani", suoniamo davanti a un centinaio di persone attente e calorose, che aspettano dopo di noi l'entrata in scena dei mitici Kickin' Chicken, dove il metallo si sposa con il pollame.
Anche gli altri gruppi della serata non sono affatto male, restiamo sorpresi dalla potenza e precisione ritmica di una giovane batterista esile e dall' esuberanza del chitarrista mezzo matto dei Fake Out.
Si fa bisboccia con gli alti musicisti, i ragazzi del locale, il mitico Marty padrone della baracca e Mike che gestisce la programmazione e che nutre un certo affetto per tutti i Lato, che per chiudere la serata riescono a performare il pubblico con una deliziosa "Nel blu diinto di blu", non prima di avere ritirato l'incasso migliore del tour.
Sembra di essere in un film, ma questo e' il New Jersey e questi sono gli States! Domani ci aspetta un luogo straordinario e mitico direttamente sull'Atlantico, Asbury Park , da dove mosse i primi passi il buon Bruce.





  Day 11, 21.06.09 posted by: Alexei 24/06/2009 

Ed eccoci qui...arrivati all'ultima tappa del tour...e' New York la prescelta per salutarci...ma prima di dirigersi verso la cara grande mela, nel pomeriggio ci concediamo una sosta al famoso Asbury Park...nota cittadina sull'oceano del New Jersey, alla quale Bruce Springsteen dedico' il suo primo album...e proprio per magia...casualmente parcheggiamo davanti al mitico "The Stone Pony"...uno dei primi locali dove Bruce (e non solo) teneva i suoi primi live....
Ma il tempo e' tiranno...e non siamo qui a fare villeggiatura..rimontiamo sull'auto con la pioggia..giusto in tempo per non bagnarci troppo..a quanto pare sfuggiamo ad una tempesta violenta(o cosi disse poi il Notiziario)...
Dopo circa un paio d'ore di strada arriviamo a Brooklyn....
Qui si respira un'aria assurda...forse e'ancor piu' magico di Manhattan...
C'e' tantissima gente in giro...notiamo subito l'alta concentrazione di donne...una piu' stravagante dell'altra...la gente qui sembra indossare con cura il primo straccio piu'o meno pulito che trova in casa...
Ceniamo con un amico in un posto fighissimo...una enorme e vecchia birreria stile viennese...mentre sbocciamo drinks, compare dal nulla una banda di pazzi in fila indiana, ognuno con uno strumento diverso..tamburi..rullanti...fiati...suonano un motivetto allegro e saltellante, fanno il giro del locale mentre la gente va in delirio.....
eh..gia'..qui sono tutti deliziosamente matti...
Ma ora tocca a noi dare spettacolo...ci dirigiamo al Trash Bar..the last gig in the US!...il locale e'molto carino..sembra di tornare indietro nel tempo...l'atmosfera sembra essere piu' londinese che Newyorkese...non c'e' molta gente, ma i pochi che ci guardano suonare, si dimenano nella pista, facendoci complimenti alla fine di ogni brano.
Suoniamo per quei ragazzi come se fossimo davanti ad una folla di 3000 persone...e la folla sorride..si complimenta e applaude...
Questo tour e' servito molto per capire e per capirci..musicalmente parlando e non....
Abbiamo portato le nostre sonorita' in un luogo dove si respira musica ad ogni angolo..e ad ogni angolo che abbiamo suonato il nostro sound e' stato apprezzato...
Ci siamo resi conto di quanto sia diversa la nostra realta' italiana...e non solo sul palco..ma anche giu'...qui a New York..ogni sera...in ogni locale c'e' qualcuno che esprime la propria arte..e c'e' sempre qualcuno pronto a recepirla...

Salutiamo la citta'...salutiamo Inga..salutiamo Philadelphia(con un immenso cheeseSteack)..salutiamo il Guitar Center...salutiamo tutte le persone che abbiamo incontrato...che abbiamo conosciuto..che ci hanno ospitato..che ci hanno stimolato...
Salutiamo questo magnifico paese...che racconta di folli e di persone stupende...di persone che si muovono come nei film...e di posti che prendono a loro volta dai film..
Salutiamo tutti i musicisti con cui abbiamo diviso il palco e abbiamo scambiato cd, t-shirt, opinioni e consigli...
Salutiamo la splendida New York City...dove ti senti a casa...dove respiri musica..arte e liberta'..eh si..perche' qui l'arte non e' per pochi...ma e' del popolo...
"The Art is a street in the center of the World..." dice un murales...
Prima di ripartire..facciamo un giro per New York in auto...ci fermiamo in Time Square..per fare un ultimo saluto alla citta'...
Un poeta ci dedica delle rime sotto i luccichii dei mega-lcd...

A questo punto ci tocca salutare davvero tutti e andare via...
E per concludere in bellezza....ci tocca salutare anche quel gran....poliziotto che ci contraccambia la simpatia con una bella multa da 45$!!!

We love You America!!!

We hope to see you very soon!!!

Ma la prossima volta..ci portiamo gli spaghetti e gli altri due componenti dei Lato Stefano e Bobby per esprimere il suono della band al completo!!!

God Bless You!!!

Bye Bye Buffalo Wings!!!









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