Press
  OndaRock

di Francesco Nunziata
Out of the Dark

Echophonic - Gandula Sounds


Tra new wave e psichedelia, Filippo Pavesi (voce e chitarra) e Roberto Fappani (tastiere), ovvero due ex membri degli Scanferlato, appendono il loro primo affresco sonoro sul muro dell’italico salone rock. “Out Of The Dark”, questo il nome dell’esordio, è uno di quei dischi che fanno continuamente pensare ad altri lavori e ad altri artisti, ma – e qui sta il bello! – senza mai diventare borioso e pretenzioso, senza mai volersi nascondere dietro un dito. Perciò, anche se ci sono alti e bassi, le cose funzionano e i nove brani qui presenti si ascoltano con piacere, lasciandoci districare tra le tangenziali psych-rock di “Space And Time”, i deliziosi paraventi Dinosaur Jr. (ovvero: la giovinezza nel cuore) di “Live Mildly” e l’animosità Afghan Whigs della title track, ad esibire le interiora dell’anima, tutt’altro che al di là del buio, come in “Feathers”… Un muoversi insieme sinuoso e sapiente tra i “classici”, rispolverandone la lezione senza troppi patemi, anzi con gusto ragguardevole. Personalità in via di sviluppo, ma già ottima padronanza dei mezzi, fascinosa volontà di non sottrarsi al confronto costruttivo, con quelle improvvise dislocazioni emozionali che, portando altrove la mente, costringono il cuore a farsi carico di sé (“For Them”). “The Ride” ha ancora qualcosa di J. Mascis e compari, ma possiede pure tocchi notturni che troveranno la giusta dose di enfasi sommessa in “Half Empty/Full”. Poi, ovviamente, il basso che indica la strada e la chitarra che aleggia epidermica: post-punk e agilità melodica (“Splendid Isolation”, la vetta del disco), con gli occhi raggianti di “Spies Over The Hills” che ci guardano da uno di quei tramonti che chiedono, avidamente, la nostra parte migliore. Potrebbero fare cose interessantissime. Intanto, se vi capita, non disdegnate di dare qualche chance a questo disco.

 
  RockIT

di Margherita Di Fiore
Out of the Dark

Echophonic - Gandula Sounds


Raggi di sole trasversali e tiepidi tagliano i contorni di questo inverno, linee in bianco e nero disegnano il giorno, e suoni vividi lo accarezzano. "Space and time" è come un lampo, esplode con gusto, e apre a brani indierock asciutti e curati, che rimandano agli anni novanta, a sapori di rabbia malinconica e serate ad ascoltare i Radiohead, quelli più pop e dai toni chiari, a sentir parlare di alternative music. Le voci giocano col giusto peso, echi misurati e cori perfetti, la chitarra di Pasquale Defina è il noise che crea vortici nel pezzo, adrenalina in tinte shocking, il basso è crudo e darkeggiante in "Splendid isolation", con ritornello che agguanta i giri del più vecchio Porl Thompson, e ricordi floydiani in "For them", e la splendida, dolcissima "Half empty/Full", ricamata da intarsi prog, elettronica+John Lennon. E sul finale, i titoli di coda: i Lato, che erano Scanferlato, e che sono Roberto Fappani e Filippo Pavesi, e sono bravi, e hanno qualcosa, di colorato, e altro grigio, e righe verticali, tutto miscelato per creare un ottimo lavoro.

 
  IndieRock

di Davide Coppo
Out of the Dark

Echophonic - Gandula Sounds


"Un disco da ascoltare, da passare agli amici, da sponsorizzare. Un disco che in Italia può servire"

PROTAGONISTI: ufficialmente sono in due, ufficiosamente in sei. I frontmen, Roberto Fappani (tastiere) e Filippo Pavesi (voce e chitarra), sono gli ufficiali due. Gli ufficiosi altri quattro sono Tommaso Tofanetti (basso), Stefano Pavesi (chitarra), Alessandro Pastorelli (batteria), Pasquale Defina (chitarra e voce). SEGNI PARTICOLARI: i Lato sono il nuovo progetto di due ex membri degli Scanferlato, band formatasi negli anni '90 che ha tratto il nome da un marchio di autocarri. I Lato hanno anche suonato in tour con gli Arab Strap. INGREDIENTI: lo stile non varia molto nel nuovo progetto, nonostante la perdita del prefisso "Scanfer", la psichedelia pop e certe nenie Yorkiane rimangono i principali ingredienti di 'Out Of The Dark', così come lo erano stati di 'Casual Geometry' nel 2003; il suono è certamente più maturo e paradossalmente più accessibile, grazie a canzoni 'catchy' che fanno anche muovere - con moderazione - il culo. Dunque Radiohead ed echi a volte Floydiani, dEUS ma anche Flaming Lips, Mogwai nelle parti più elettroniche ma anche Afghan Wings, e magari qualcosina (ina-ina) degli Arab Strap. E, ovviamente, Scanferlato. DENSITA' DI QUALITA': si parlava tanto di 'new wave', anzi di 'nu wave' o 'new new wave'... Quando? Tre anni fa, forse quattro, agli esordi di Franz Ferdinand e Maximo Park, con il ritorno di linee di basso che picchiavano duro e tastiere scattose e scattanti. Ma nel 2008 arriva questa, sì, possiamo dirlo, perla, magari perlina, della 'new wave' italica. Qui la 'new wave' (e il post-punk) perdono un po' di rudezza alla Gang Of Four e ne guadagnano in atmosfera, come dire, onirica. La traccia d'apertura, 'Space and Time', è il miglior episodio dell'album; come dire: si bruciano tutte le carte buone all'inizio. E invece no, pochi bassi e molti alti, magari non altissimi ma davvero grasso che cola, di questi tempi. Il minimalismo elettronico di 'Feathers' è un piacere per i sensi, mentre il basso e la batteria corrono sui binari tipicamente post punk in 'Live Midly' accompagnati da un'azzeccatissima voce femminile. Chi apprezzerà quest'ultima canzone amerà 'Splendid Isolation', che ci rimanda a quei 'favolosi' anni '80 di Manchester. Tom Yorke dà una mano, oniricamente, in 'Half Empty/Full' e soprattutto nella bellissima title-track, mentre Coldplay e Pink Floyd si uniscono negli echi di 'For Them' (ditemi se non vi vengono in mente sia 'Trouble' che 'Shine On You Crazy Diamond'). La parlata inglese di Filippo Pavesi è impeccabile, complici le origini americane e i testi sono maturi e interessanti; un disco da ascoltare, da passare agli amici, da sponsorizzare. Un disco che in Italia può servire. VELOCITA': lenta, sognante e confusa (non è una connotazione negativa) per il 70% dell'album, sostenuta e aggressiva negli episodi in cui il basso e la batteria si fanno sentire di più. Si viaggia di notte un po' addormentati, un po' fatti, un po' lisergici. IL TESTO: "Casually stories disconnected seem to merge / As sense takes on new shape / And Lords may cry as laughing armadillos smoke away/ The same kind of havanas", da 'Space And Time'.

 
  Music Map

di Andrea Rossi
Out of the Dark

Echophonic - Gandula Sounds


C’erano una volta gli Scanferlato. Non parliamo dei Rolling Stones, è chiaro, ma pur senza vendere milioni di dischi, questo gruppo fece, a suo tempo, diverse cose importanti: dalla metà degli anni ’90 in poi, realizzarono centinaia di concerti ed alcuni dischi (l’album “Larry” e l’e.p. “Casual geometry”, quest’ultimo edito dalla Toast Records) ancor oggi ricordati come innovativi e riusciti. Il cantante degli Scanferlato era Filippo Pavesi, italoamericano che, insieme al fratello chitarrista Stefano, rappresentava l’ossatura della band, di cui faceva parte anche Roberto Fappani. Eccoli dunque, i tre amici, chiudere l’esperienza Scanferlato e, con la decisiva “aggiunta” di Alessandro Pastorelli e Tommaso Tofanetti, dare vita ai Lato. Non solamente una riduzione del nome, è chiaro, ma assolutamente una nuova vita, musicale e non. Con loro, ai tempi degli Scanferlato, c’era già, ad aiutare in fase di registrazione e missaggio, Pasquale Defina, ai tempi noto per l’esperienza nei Volwo ed ora più conosciuto per l’esperimento denominato Atleticodefina: ebbene, anche Pasquale è ancora della partita, avendo inciso in questo “Out Of The Dark” diverse parti di chitarra e voce. Come nella nervosa “Feathers”, dove il suo controcanto supporta e completa il fraseggio di Filippo Pavesi. Meritano citazione anche “Live mildly”, con il decisivo apporto vocale di Giovanna Garlati dei Kech, e soprattutto “The ride” e “For them”, due piccole-grandi chicche, con il non comune pregio di poter attirare orecchie provenienti da generi tra loro diversissimi, addirittura dicotomici. Decisamente riuscito, insomma, l’album d’esordio dei Lato. Buona fortuna a loro.

 
  The Ship Magazine

di Jacopo Aloisi voto: 95/100
Out of the Dark

Echophonic - Gandula Sounds


I Lato sono usciti quest'anno con il loro primo album Out of the Dark, disco dalle sonorità rock con aggiunta di elettronica ed ambienti psichedelici. La prima traccia dell'album, nonché il singolo scelto per la promozione del disco, è Space and Time canzone azzeccatissima molto ritmata con un tempo di batteria che viene voglia di ascoltarlo di continuo, bella anche la voce di Filippo Pavesi che rende melodica ed orecchiabile la canzone nonostante la sua struttura irregolare. Già dopo il primo pezzo mi sento catapultato nel loro universo, proseguo con l'ascolto tra le melodie elettroniche di Feathers, e mi soffermo sulla incantevole Live Mildly dove alla voce di Pavesi, si intreccia quella di Giovanna Garlati dando un'atmosfera molto fresca alla canzone, accompagnati da uno stuzzicante riff di chitarra. Continuo il mio viaggio e rimango estrefatto dalla bellezza degli arrangiamenti di Out of the Dark, una canzone dalla doppia faccia musicale dove una prima parte ritmica culla i miei pensieri riportandomi alle sonorità dei Radiohead anni '90, mentre nella seconda le note ed i cori dei Lato mi trascinano piacevolmente verso la fine della canzone. Anche se sono “uscito dal buio” e mi avvicino alla fine dell'album sicuramente non posso non citare un altro pezzo di questo spettacolare disco Splendid Isolation, che mi accoglie con un generoso giro di basso, mentre sul ritornello riecheggia un bel riff di chitarra molto “old school” ricordandomi, che se pur ci sono fusioni con l'elettronica, questo rimane comunque un disco dalle basi rock. Out of the Dark è un ottimo lavoro e sicuramente sentiremo ancora parlare di questa ottima band che ha tanta voglia di fare, di farsi conoscere e sentire, ricordo inoltre che i Lato hanno suonato nell'ultimo tour italiano del gruppo britannico Arab Strap, e per il loro nuovo disco sono stati invitati a partecipare all'International Pop Overthrow Festival 2007 a New York City. VOTO: 95/100

 
  Babylon Magazine

di Graziella Ferrise voto: 8/10
Out of the Dark

Echophonic - Gandula Sounds


"Out Of The Dark" è la prima sfida musicale di due ex membri degli Scanferlato, il cantante/chitarrista Filippo Pavesi e il tastierista Roberto Fappani. Sullo sfondo dello smisurato panorama musicale, laddove sarebbe iperbolico parlare di pura novità, i Lato riescono comunque a scagliare qualcosa di originale e stilisticamente positivo. Si tratta di 9 brani, cantati in inglese, che si succedono intrecciando atmosfere sonore psichedeliche e new-wave in modo fresco e arioso, con arrangiamenti e soluzioni vocali che sorprendono piacevolmente anche quando ci trascinano molto vicini a echi pinkfloydiani. Percorrendo i sentieri "Out Of The Dark", sulla scia di Pavesi e Fappani, veniamo introdotti da una energica traccia psych roch, "Space And Time", in cui immediatamente riconosciamo alla voce di Pavesi una dote densa e cromatica che rende preziosa ogni linea melodica. Passiamo poi per i tracciati elettronici di "Feathers" e per la fresca "Live Mildly", dove incontriamo un gustoso innesto di voce femminile. In "The Ride" le stupende chitarre ci ricordano la tensione ritmica dei Radiohead e in "Out Of The Dark" non possiamo non notare, negli arrangiamenti, il palese sostrato milanese degli Afterhours, che si ripresenta in apertura di "For Them". Il trittico di chiusura è senz'altro un climax di emozioni e maturità stilistica e compositiva che fa stare molto bene...è rara una tale raffinatezza espressiva in un disco di debutto. Non mi resta che augurare ai Lato: "have a great day"!

 
  Kalporz

di Daniele Paletta
Out of the Dark

Echophonic - Gandula Sounds


Difficilmente vi ricorderete degli Scanferlato, ed è un peccato: quel “Casual geometry” pubblicato dalla Toast sei anni fa era un esempio, breve ma bellissimo, di come Karate e Afghan Whigs potessero camminare assieme nello spazio di una canzone. Molto tempo dopo, gli Scanferlato si sono dimezzati in Lato, e sembrano aver rinunciato alla parte più jazzata del loro suono: rimangono le chitarre dense e quasi mai violente, una delle poche voci degne di nota - quella di Filippo Pavesi - nell’afono e stonato panorama indie nostrano, e una voglia di mischiare le carte, canzone dopo canzone. E’ difficile dire che cosa abbiano ascoltato i Lato prima di mettersi a suonare: si potrebbe ragionevolmente pensare che le loro copie di “The bends” siano consumate, e che il grunge sia stata per loro una stagione importante, e che certi sogni acidi non gli siano estranei. Ma dare riferimenti precisi no, quello non è possibile. Ed è un bene, una volta tanto, trovarsi davanti a una band che sa cosa dire, e sa come dirlo alla sua maniera: in “Feathers”, ad esempio, si passa dallo stropicciato glitch à la Notwist alle deviazioni scorbutiche e visionarie nel giro di pochi minuti, mentre “Live mildly” (dove compare anche Giovanna dei Kech) evoca scomposte scorribande di bambini con poche note di chitarra elettrica, come a unire Pavement e Breeders. E non è tutto: c’è ancora tempo per il folk nervoso di “The ride”, per una title track vestita di archi (in cui la canzone si interrompe di colpo, come se avese paura di dire, di uscire finalmente dal buio), per la chiusa notturna del pianoforte di “Half empty/full”…Manca il colpo del ko, la canzone che ti faccia innamorare di loro: ma per questo, i Lato hanno tempo. Sperando che non facciano passare altri sei anni prima di rifarsi vivi.

 
  Alias - il Manifesto

di Roberto Peciola
Out of the Dark

Echophonic - Gandula Sounds


La non certa entusiasmante scena indie-rock italica si "arrichisce" di questo nuovo progetto, nato da una costola degli Scanferlato, band che ebbe il suo spazio negli anni '90. LATO sono Roberto Fappani e Filippo Pavesi, e suonano un rock che può richiamare, come dicono le note, quello dei belgi dEUS. Questo è il loro esordio che nel piattume quasi assoluto del nostro paese si erge come un qualcosa a cui guardare con speranza, se non con fiducia, a partire dal bel trittico di brani che chiude il cd.

 
  Rockerilla

di Elio Bussolino voto: 7/10
Out of the Dark

Echophonic - Gandula Sounds


Saltiamo a piè pari i giochi di parole che si potrebbero fare a proposito di una sigla che del resto allude apertamente ai trascorsi - leggasi Scanferlato - dei suoi due principali titolari ed entriamo subito nel vivo di un debutto discografico che non esitiamo affatto a definire maturo e convincente.
Dal titolo in copertina fino all'ultima delle nove tracce in programma l'album dei Lato si presenta in effetti come un succinto quanto significativo focus sull'indie rock dei giorni nostri, un disco scevro da particolari citazionismi e concentrato piuttosto nella ricerca di un ideale punto di equilibrio tra istintive pulsioni psichedeliche e agili melodie, talora - il brano eponimo e "Splendid Isolation" - appena enfatizzate da arrangiamenti dal vago taglio cameristico.    Meritano attenzione.

 
  Beautiful Freaks

di Manuela Contino
Out of the Dark

Echophonic - Gandula Sounds


Da Milano una gradita sorpresa ci arriva dall’ispirato rock d’autore dei Lato, formazione creata da Filippo Pavesi e Roberto Fappani, ex componenti degli Scanferlato. Out of the dark è un disco ben realizzato dotato di una decisa chiarezza espressiva, indice di un suono personale studiato e finemente concepito. Il rock psichedelico dei Lato si profonde in suoni levigati, resi intensi dalla voce calda di Filippo Pavesi, perfettamente calato nel mood di ogni brano. I Lato riescono a assemblare con competenza le tracce, che scorrono tra misurati momenti riflessivi, atmosfere dilatate ed aperture melodiche di grande suggestione. Un album maturo di cui consigliamo vivamente la scoperta. E dopo un attento ascolto anche voi penserete che il rock ‘made in italy’ sia una realtà, almeno come in questo caso, ben consolidata.

 
    Il Mucchio Selvaggio

di Loris Furlan - Selezioni scelte - Fuori dal Mucchio
Out of the Dark
Echophonic - Gandula Sounds


Nati dalle ceneri dei già apprezzati Scanferlato (annotiamo l’EP “Casual Geometry” pubblicato dalla Toast nel 2003), il cui nome in parte riprendono, i milanesi Lato ripartono con rinnovata energia e rinfrancata freschezza. Non un altro “lato” del loro suono tuttavia, tanto è vicino alle morbide effusioni indie-rock della band originaria, laddove “indie” ha valenza estetica prettamente psych-pop-rock. Mica roba da poco tuttavia, bensì ineccepibili canzoni a tinte psichedeliche, figlie dei migliori stilemi dell’odierno rock anglo-americano (i nomi di riferimento sarebbero tanti e nessuno nello specifico), con qualche lontano eco floydiano (“For Them” ha ben più del vago) che del resto non invecchia mai e non disdegna fisiologica parentela coi più recenti Radiohead, Pavement & co.. “Out Of The Dark”, dunque, con Filippo Pavesi (voce, chitarra) e Roberto Fappani (tastiere, synth, loop) in prima linea a confezionare con peculiare efficacia e pregevole scrittura nove episodi dal fine ed accurato tessuto elettro-acustico. “Fuori dal buio”, coi suoi iridescenti, tenui colori e riverberi brit-pop e fisiologiche inclinazioni malinconico-introspettive, il frutto di chi ha masticato a lungo la lezione, ma soprattutto ha saputo farla epidermicamente sua, con dedizione sensibilità e personalità non comuni. Quanto basta a distinguere decisamente un disco di rilievo e un progetto già collaudato pur alla prima tappa discografica da tanto mediocre affollamento.

 
    Rumore

di Barbara Santi - Area rock: valutazione: 4/5
Out of the Dark
Echophonic - Gandula Sounds


Si è fatto un sottile lavoro ai lati dei Lato. Intanto il nocciolo della formazione si è rigenerato tra personaggi di ex band che chiameremo di nicchia per “convenzione”: Scanferlato ed Emoglobe. I cinque milanesi ridestati a nuova vita hanno partorito un disco che ha CARATTERE pur ripescando nella tradizione di certo rock indipendente d’oltreoceano, d’oltremanica e nordeuropeo. Eterogenei? Già! Eppure sono riusciti a preservare una grande personalità che molto deve a una voce che non ha nulla da invidiare all’estero, né da un punto di vista della pronuncia né, soprattutto, del pathos. Qui dentro c’è di tutto: i Pink Floyd in For Them, i Radiohead in Spies Over the Hills, Notwist a colazione con Sonic Youth in Feathers e Live Mildly, poi Nick Cave, Pavement, l’elettronica intimista di 13 & God e tanto tanto altro… Collaborazioni con musici italiani del tutto appetibili farciscono la torta. Si consiglia di assaggiare tutti i lati del disco dei Lato.
 
 
    Sensorium.it

di Stefano Serati
Out of the Dark
Echophonic - Gandula Sounds


I Lato sono un duo nostrano, composto da Filippo Pavesi (chitarra e voce) e Roberto Fappani (tastiere), tuffatosi a capofitto nell'affollato panorama del rock indipendente italiano, nel tentativo ambizioso di scuoterlo dalla stagnazione nella quale sta lentamente affossandosi. Al duo, vista la qualità delle idee e delle intenzioni, si è presto aggiunto un discreto numero di persone provenienti dal panorama musicale milanese, quasi a voler creare un collettivo musicale unito negli sforzi dal comune scopo. Pasquale De Fina, co-produttore dell'album con lo stesso duo, chitarra e voce su alcuni brani; Gianluca Mancini (Catwalk e Vallanzaska) al mixer; Fausto Caviglia regista del videoclip di un brano dell'album. L'eleganza dei Flaming Lips e le spesse (quanto apparentemente semplici) strutture sonore dei dEUS sono la base di partenza per i Lato. Ritmi a tratti vivaci reggono la quasi totalità dei brani, cantati interamente in lingua inglese in maniera partecipe, professionale e convincente da Filippo, mente vera e propria del progetto. In primo piano l'elettronica di Roberto, punto fermo di ogni brano componente questo lavoro d'esordio. Date live sono in corso di pianificazione, nelle quali il duo sarà accompagnato da Gianluca Morelli al basso, Francesco Franciosi (Emoglobe) alla batteria e Stefano Pavesi alla chitarra. Debutto professionale del quale informazioni dettagliate, con brani ascoltabili e testi, sono rintracciabili all'indirizzo: www.myspace.com/latosounds.
 
 
  Sentireascoltare.it

di Stefano Solventi
Out of the Dark
Echophonic - Gandula Sounds


Il lato B si apre coi… Lato. Non potevamo fare altrimenti, con un nome così. E con un disco come Out Of The Dark, album d’esordio per questo duo milanese - il cantante/chitarrista Filippo Pavesi e il tastierista Roberto Fappani, già negli Scanferlato - che dal vivo diventa quintetto (vedi i credits) per dare vita ad una psych wave composita e vibrante. Il momento migliore della scaletta è senz’altro la title track, dove il passo Sonic Youth e la perdizione soul degli Afghan Whigs azzeccano una sintesi stordente. Ma il ventaglio stilistico della band comprende suggestioni electro dall’oppiaceo retrogusto black (una Feathers vagamente Tv On The Radio) e stranita ballad psych (il miraggio floydiano di Half Empty/Full), passando per le ruvide aciderie wave di Spies Over The Hills ed il folk-rock ombroso di The Ride. Assolutamente degna di nota la voce di Pavesi, il cui timbro liquoroso e ruvido fa salire di un gradino buono l’intera proposta sulla scala della personalità. (7.0/10)
 
 
  RockShock.it

di Massimo Garofalo
Out of the Dark
Echophonic - Gandula Sounds


"Out of the dark" l’opera prima di un duo meneghino pronto ad attraversare ogni barriera del sound.
Inizio col raccontarvi che quest’album d’esordio è davvero arioso, ricco di sonorità e rivolto verso orizzonti ampi e coraggiosamente allargati. Out Of The Dark testimonia la nuova avventura musicale di un duo milanese composto da due membri degli Scanferlato, il cantante/chitarrista Filippo Pavesi e il tastierista-multieffettista Roberto Fappani. 9 brani piuttosto interessanti che si snodano lungo un percorso che richiama da un lato emozioni psichedeliche e dall’altro sonorità new-waveggianti. Particolarmente degne di nota alcune tappe del viaggio quali ad esempio Feathers dove le tinte elettroniche si miscelano con un’anima piuttosto nera, e The Ride decisamente influenzato da accenti pop/folleggianti. Forse il momento migliore si raggiunge nel brano che da il titolo all’album, un giuro armonico vibrante un’efficace composizione che attraversa confini transnazionali per assorbire influenze d’oltre oceano. Spies over the hills offre un affresco a tratti raffinato ma dominato da colori acidamente irrequieti; e infine Half empty/full ci richiama a panorami psichedelicamente pinkfloydiani. Da segnalare che il duo è supportato nelle versioni dal vivo dal bassista Gianluca Morelli, dal batterista Francesco Franciosi e dal chitarrista Stefano Pavesi. Una menzione a parte merita la profondità timbrica, sufficientemente sporca, della voce di Filippo Pavesi, efficace, dirompente, tuttavia capace di modularsi con le esigenze compositive. In definitiva una proposta stilistica più che positiva, una serie di brani che fanno ben sperare per il futuro delle proposte.
 
 
  RockLab.it

di Andrea Terenzi
Out of the Dark
Echophonic - Gandula Sounds


Cari amici che violentate settimanalmente la mia cassette delle lettere con i vostri lamenti gastroduodenali, se volete andare d’accordo con il sottoscritto, basta poco. Soltanto osservare due o tre regole auree e la recensione si tramuterà, come d’incanto, in uno sfrontato elogio. Le regole sono le seguenti: 1) Niente intemperanze chitarristiche alla Steve Vai o similia 2) Niente vocalizzi spericolati o urla belluine, o peggio, raddoppio di vocale sul finale di parola con espirazione annessa, mi spiego: amoreah, doloreah. 3) Non citare, nei ringraziamenti, Manuel Agnelli. Visto! Basta poco. Appurato che questi cinque (due?) ragazzi di Milano hanno ottemperato a tutte e tre le formalità, passerò a tesserne lodi sperticate. Scherzi a parte, i Lato con questo esordio targato 2006 piazzano un colpaccio che fa risollevare, e di parecchio, le quotazioni dell’asfittico panorama musicale italico. Un disco che farà spellare le mani a più di un addetto ai lavori e non solo, per la maturità e l’abilità con cui è stato composto, suonato, arrangiato e prodotto. Ad iniziare dalla stupenda traccia d’apertura Space and Time, una cavalcata psych rock nella miglior tradizione (ricorda un po’ i Cult di Ian Astbury), per passare all’intensa Live Mildly, con innesto di voce femminile davvero suggestivo. Ma c’è un gruppo su tutti che, l’ascolto reiterato di questo cd, mi porta alla mente, ed è una band semisconosciuta che dirà poco a molti, ma che ebbe i suoi cinque minuti di occhio di bue puntato nella metà degli anni ’90, i meravigliosi Warm Jets. Ottimi episodi sono anche The Ride e la title track Out Of The Dark, il primo è una venefica ballad nervosa e acida, il secondo una nenia strascicata alla Radiohead. L’eccellente lavoro di chitarre unito ad una linea vocale davvero superlativa in Spies Over The Hills e la fumosa piano ballad Half Empty/Full, concludono questo lavoro che non mi stancherò di definire, ancora una volta, una boccata d’ossigeno da respirare a pieni polmoni. Un encomio particolare va alla voce di Filippo Pavesi, utilizzata in maniera del tutto personale e mai concepita come fine, ma sempre come mezzo utile all’economia ed alla buona riuscita di questo esordio.
 
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